Caso 11

Il Sig. (omissis) ha adito il Tribunale Civile di Napoli affinché venisse accertata la grave responsabilità professionale medica dei sanitari dell’ASL (omissis) che effettuarono l’intervento chirurgico di riduzione ed osteosintesi con placca e viti di una frattura pluriframmentaria.

La CTU svolta ha accertato che dalla documentazione e dalla ricostruzione della storia clinica dell’attore emerge in modo evidente l’imperizia dei sanitari che hanno operato durante l’ intervento; dall’osservazione dei referti radiologici eseguiti nel pre-operatorio emergendo una frattura diafisaria pluriframmentaria che avrebbe imposto l’inserimento di un chiodo midollare piuttosto che di una placca e di viti (indicati invece nei casi di fratture femorali prossimali, distali e nelle diafisarie semplici non comminute).

Tale inidonea scelta/tecnica chirurgica ha causato un’instabile riduzione con debolezza dell’arto inferiore che, non riuscendo a supportare il carico, ha condotto alla rottura dei mezzi di sintesi ed alla rifrattura ossea.

La rottura del mezzo di sintesi con conseguente rifrattura ossea, infatti, è da ricondurre o ad un’errata scelta del mezzo utilizzato o ad un carico troppo precoce sull’arto operato: in altre parole ad una errata pianificazione dell’intervento chirurgico.

Stante la verificata sussistenza del nesso di causalità, il Tribunale di Napoli ha accertato la grave responsabilità della struttura ospedaliera convenuta con conseguente condanna al risarcimento dell’ingente danno subito dall’attore consistente in 180gg di incapacità temporanea totale, 180 gg di incapacità temporanea parziale al 50% ed una invalidità permanente del 25% in termini di maggior danno tra il 10% ed il 35% della totale.

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